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SHIATSU

Lo Shiatsu dona benessere e migliora quindi lo stato fisico-mentale dell’individuo nella sua totalità, ripristinando l’equilibrio energetico. Ha buoni effetti sull’ansia e lo stress, aiutando il rilassamento e genera quindi benefici sulle tensioni e rigidità.

Lo Shiatsu (shi = dito) (atsu – pressione) è una tecnica, un’arte, che utilizza la pressione del pollice, del gomito o del palmo della mano su particolari punti del corpo umano, punti dei meridiani energetici, per favorire il regolare flusso dell’energia – del Qi.
Il trattamento si svolge su futon, soffice e comodo materasso in cotone, ed il ricevente rimane vestito con un abbigliamento comodo.

Lo Shiatsu è stato “codificato” in tempi recenti grazie ai maestri Tempaku, Masunaga e Namikoshi ma, sebbene sia una tecnica tipicamente giapponese, le sue origini vanno ricercate nell’antica medicina cinese.

Il testo più antico ritrovato: “Il Classico di medicina dell’Imperatore Giallo” (Imperatore vissuto circa nel 2600 a.C. ed è il capostipite della dinastia Han) è stato scritto sotto forma di una serie di dialoghi tra l’Imperatore Huang Ti, l’Imperatore Giallo appunto ed il suo Ministro Ch’I Po (Qi Bo), in cui si evidenzia come sia possibile che l’ambiente circostante possa condizionare l’essere umano e ci fa capire come esista una connessione tra medicina e filosofia e siano considerate un’unica entità.

Nelle diverse regioni della Cina, si sono avuti approcci diversi alla Medicina Tradizionale Cinese, ma con lo scopo comune di entrare in contatto con il TAO, il flusso della vita.

Intorno al VI sec d.C. alcuni monaci cinesi introdussero in Giappone una combinazione di Buddismo, Taoismo e Confucianesimo; si aprirono così le vie al commercio e nel VII sec una delegazione di studenti giapponesi fu inviata in Cina per studiarne la cultura e la Medicina Tradizionale Cinese. Quando “i Signori della Guerra” diventarono i padroni del Giappone, le arti marziali assunsero una particolare importanza tra il popolo: nacque così il Jujitsu, tecnica di autodifesa basata sulla pressione di determinati punti effettuata sul corpo del nemico. Da questa tecnica di autodifesa, intorno al 1600, si sviluppò una forma di massaggio, chiamato AN MA, praticata maggiormente dalle persone cieche, che non possedevano un bagaglio culturale di conoscenze mediche ma erano dotate indubbiamente di una maggior sensibilità non solo tattile.

Ma è all’inizio del XX sec. che lo shiatsu si sviluppa come lo conosciamo oggi noi.

Tamai Tempaku tra il 1910 e il 1920 pubblica il suo primo libro “Shiatsu – Ho”, in cui si descrivono le “prime tecniche” basate sull’uso della pressione su diverse zone del corpo; tecniche alle quali viene dato il nome appunto di shiatsu: SHI=dito e ATSU=pressione.

Il maestro Tempaku combina AN MA, AMPUKU (forma di massaggio usata sui bambini) e DO-IN (esercizi terapeutici di auto-shiatsu) con l’anatomia e fisiologia occidentale.

Durante l’occupazione del Giappone da parte degli Stati Uniti e Regno Unito nel ’45, furono bandite tutte le terapie tradizionali, quindi per sottostare a queste regole i praticanti dello Shiatsu adattarono il loro operato alla medicina e agli usi occidentali.

Per questo oggi nel mondo sono diffusi tanti stili differenti tutti sotto lo stesso nome Shiatsu.

Fondamentale per la codifica e divulgazione dello shiatsu fu il contributo del maestro Tempaku e di tre “praticanti” (futuri grandi maestri).

  1. Lo stile Namikoshi, riconosciuto dalla medicina occidentale, non contempla la teoria dei meridiani; richiede una profonda conoscenza della struttura scheletrico-muscolare del corpo umano e del sistema nervoso.
  2. Shizuto Masunaga – Stile Zen Shiatsu – Fondatore e presidente del centro Jokai Shiatsu Masunaga di Tokio. Verso la fine del XX secolo Masunaga riportò lo shiatsu alle sue origini, sviluppando uno stile personale, da lui denominato zen-shiatsu appunto che integra studi di Medicina Tradizionale Cinese e tecniche giapponesi con le conoscenze di fisiologia occidentale. Tale “sistema” considera il ricevente nel suo insieme: attraverso i meridiani (sistema di canali di scorrimento del Ki o Qi), l’operatore “agisce”, “riequilibra” o cerca di riequilibrare, agendo su mente, spirito, emozioni e corpo del ricevente “toccando” appunto determinati punti.
  3. Infine Katsusuka Serizawa – Stile Agopressione.